Intervista

Due chiacchiere con Ricardo Antonio Piana, artigiano dell'AI

Ciao Ricardo, grazie per esserti unito a me per due chiacchiere!

Raccontami: di cosa ti occupi in questo momento? Quale ruolo ha l’AI nel tuo lavoro?

Attualmente sono il CTO di Algo.AI, una Startup di prodotto che lavora nell’ambito dell’Head Recruiting: nello specifico utilizziamo dei sistemi basati su AI per rilevare emozioni e classificare il contesto di video interviste allo scopo di determinare il possesso di alcune soft-skills.

Sono inoltre il CTO pro bono di 4GoodCause, una Startup Green, in cui l’AI sarà utilizzata a scopi di moderazione dei contenuti.

Come divulgatore e consulente, in Cibernetica Gerber, mi occupo di immaginare le nuove frontiere di AI, metaverso, robotica, metodologia agile e altri processi di innovazione.

Qual è, secondo te, la più grande rivoluzione che l’AI ha introdotto o sta introducendo?

L’AI è soltanto un abilitatore per i vari processi che stanno nascendo e migliorando.

Permette una migliore analisi sui dati e ha una buona capacità di classificazione e predittiva, compiti che una volta gli esperti facevano per ipotesi, intuito e talento, ora possono essere automatizzati.

Il bello di aver a che fare con una tecnologia esponenziale è che nessuno di noi sa quale sarà il limite.

Ancora non conosciamo il limite dell’informatica: per quello delle AI serviranno decenni.

La rivoluzione dell’AI sarà “invisibile” e ci aiuterà a vivere meglio, diventando dei super-umani, con l’ausilio di agenti AI che ci aiuteranno quotidianamente, collegati a noi tramite interfacce di Realtà Aumentata.

Quando sarà iniziata, semplicemente ci sembrerà che sia sempre stata lì: come l’elettricità o l’acqua potabile. Sarà anche difficile rinunciarci.

Come racconteresti il mondo dell’intelligenza artificiale in Italia?

Non siamo il TOP e far parte della UE non ci aiuterà a crescere.

Il sistema legislativo europeo sta prendendo sempre più l’AI come un mostro da ostacolare burocraticamente, mostrando lo spauracchio dei bias e della privacy per mantenerci un secolo indietro.

AI per le aziende Italiane è spesso una keyword per fare Hype, senza necessariamente qualcosa di tecnologico dietro.

Con la democratizzazione degli strumenti per fare AI però la qualità media è migliorata e i venditori di fuffa sono scomparsi, prendendo un po’ di dignità.

Fare AI oggi è molto più semplice di quello che poteva essere soltanto qualche anno fa, questo riduce costi e tempi, e anche se spesso il modello scelto non è quello particolarmente ottimizzato per la riuscita dei progetti, è meglio di una invenzione scritta solo sulla carta e puramente teorica.

Quale contributo ti piacerebbe dare all’AI?

Credo di essere più un artigiano dell’AI che uno scienziato: il mio contributo sarà senz’altro tecnico e divulgativo, ma dubito sarò io il primo a creare “Pensiero profondo”.

Mi piacerebbe far capire alle persone che non c’è da avere paura, che “intelligenza” è un termine che significa molte cose, che non è vero che l’AI ci schiavizzerà e ci porterà via il lavoro.

L’AI sarà la corrente elettrica di questo millennio, così come l’elettricità fece “magie” ai tempi di Edison e Tesla, così l’AI sarà la protagonista dei nostri tempi, aiutandoci, spero, anche a tenere vivo il nostro pianeta che ha tanti problemi.

Dove contattare Ricardo?

Per algojob: algointerview.it

Per 4goodcause 4goodcause.it

Per CG ciberneticagerber.it

Ciao, sono Michele!

Sono molto felice di saperti qui.
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